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Il Roll

Chiunque abbia mai lavorato in un supermarket (proprio come facevo io durante l’estate per pagarmi gli studi) sa bene che cosa è l’oggetto di tortura della foto qui di fian: il temutissimo roll.

Per chi invece non ha avuto “il piacere” di confrontarsi e dover spingere (quando le ruote funzionano) questa gabbia metallica che può arrivare a pesare anche qualche quintale quando è carica, spiego in pochissime parole di cosa si tratta; il roll è una specie di contenitore che viene riempito di tutti i più svariati prodotti che si possono trovare sugli scaffali dei negozi per evitare che durante il trasporto se ne vadano tranquillamente in giro per il rimorchio del camion ad ogni curva della strada. Ovviamente i magazzinieri ed i commessi si trovano poi a dover combattere con i roll, smistando le merici che contengono nelle apposite corsie dei magazzini o direttamente sistemandole sugli scaffali del negozio. Un lavoraccio infame quando ti tocca sistemare ad esempio un roll carico di confezioni di vasetti di sottaceti. Calcolando che i roll hanno la base di un quadrato da un metro di lato e un’altezza di circa due metri è facile intuire che possono contenere diverse migliaia di vasetti di sottaceti, ma non è per raccontare le disavventure dei magazzinieri che ho aperto questo post…

Questo post tratta di un trio di miei colleghi universitari e della loro casa al primo piano con un salone grande da solo quanto un piccolo bilocale cittadino.

I tre, che chiamerò, Franco, Simone e Daniele (e che di certo ricompariranno anche in qualche futuro post) erano da sempre grandi bevitori di birra (come qualsiasi vero studente universitario) ed abitavano a poca distanza da un market. Le due cose insieme non potevano che creare un miscela esplosiva, sia per la facilità di approvvigionamento del suddetto nettare degli dei che per la storia che sto per raccontare. Infatti una sera tornando a casa dopo l’ennesima cena a scrocco da qualcun altro, specialità questa in cui tutti gli studenti fuorisede sono campioni da medaglia d’oro, passando davanti al market hanno per la prima volta notato che i magazzinieri dello stesso, a sera, lasciavano nel piccolo parcheggio antistante il negozio, i roll carichi del cartone da pressare per la raccolta differenziata.

Non si sa chi abbia avuto l’idea e neanche il perché, si sa solo che il mattino dopo, Franco, Simone e Daniele avevano nel loro soggiorno un roll “preso in prestito” dal parcheggio del negozio lì vicino. Ovviamente nessuno dei tre aveva intenzione di riportarlo indietro ed hanno finito per tenerlo di fianco al televisore. E fin qui non ci sarebbe niente di strano, o forse sì, ma il bello, la parte veramente divertente della storia è che il roll è finito per diventare in brevissimo tempo il “mobile” in cui i tre – ed i loro ospiti – gettavano a casaccio le lattine di birra vuote. L’ultima volta che lo vidi prima di rientrare a casa per i mesi estivi il cumulo di lattine aveva quasi raggiunto l’altezza di un metro e mezzo. Il tutto in poco più di un mese.

Seppi poi che quando un giorno il padrone di casa si presentò da loro, non ricordo più per quale motivo, e vide in soggiorno il roll pieno di lattine vuote che ovviamente emanava un odore fortemente alcolico, commentò dicendo che era stata un’idea carina quella che i tre avevano avuto e ci stava proprio bene lì vicino alla tv.

 

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Pubblicato da su 1 gennaio 2012 in Case Di Amici

 

Questione di doccia!

Il mio coinquilino Patrizio (ndf: nome di fantasia) aveva uno stile di vita totalmente sfasato. Era capace di mettersi a studiare alle tre di notte, far colazione alle due del pomeriggio e cenare alle dieci di sera. Il pranzo poteva variare a qualsiasi ora in questo lasso di tempo, anche se il più delle volte era incorporato nella colazione. Aveva uno stile di vita assolutamente poco salutare, ma non rinunciava ad andare in palestra “per mantenersi in forma”. Proprio in palestra aveva conosciuto un altro collega della facoltà: Claudio (ndf).

Claudio era uno di quei tipi che in facoltà nessuno considera, che passano inosservati e non hanno nessun vero amico. Era stato lui ad”incollarsi” a Patrizio e non il contrario. Patrizio dal canto suo ci chiacchierava senza troppo impegno ed era stata proprio durante una di queste chiacchierate che aveva scoperto il vero motivo per cui Claudio si era iscritto in palestra. Di norma gli uomini si iscrivono in palestra con la scusa del mantenersi in forma, ma in realtà lo fanno solo per andare a spiare culi, tette e per lanciare ami nella speranza che qualcuna abbocchi. Claudio no, lui l’aveva fatto per un motivo ben più concreto e legato a ragioni di vera salute fisica. Essendo anche lui uno studente fuorisede aveva dovuto affittare un appartamento, un monolocale; la genialata era stata quella di non rendersi conto al momento della stipula del contratto che nel bagno non c’era né vasca né doccia. L’unico modo che aveva per lavarsi era quello di farlo a pezzi tra lavandino e bidet. Non la cosa più comoda di questo mondo.

Per ovviare a questo problema l’unica soluzione che aveva trovato era stata quella di iscriversi in palestra. A Claudio non interessavano né il mantenersi in forma e neanche le possibilità di conoscere qualche ragazza, l’unica cosa che gli interessava della palestra era la possibilità, a fine allenamento, di potersi fare una vera doccia, con acqua calda e tutto quanto!

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2011 in Case Di Amici

 

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